12/05/2005
Pubblichiamo con piacere l’intervista che ci è stata concessa in esclusiva dal grande Cristian Savani. Si tratta di poche domande, che però permettono di capire chiaramente com’è Savani.
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Cristian è un ragazzo forte, maturo, pulito, sincero, che – nonostante il grande successo – non si è montato la testa. Sa che la pallavolo è uno sport di squadra e che, per essere davvero un fuoriclasse, non è sufficiente giocare in modo eccellente: devi saperti integrare e devi sempre lavorare, con impegno, con passione, ma anche con umiltà e spirito di sacrificio. Sono queste le doti di Cristian che, unite alla sua incredibile bravura ed alla sua innegabile esuberanza atletica, oggi fanno di lui la rivelazione e la speranza della pallavolo italiana. |
Come è nata tua passione per la pallavolo? Ti sei avvicinato a
questo sport perché seguivi qualche squadra in particolare, per caso, per
gioco?
La
mia passione x la pallavolo è nata casualmente a 13 anni quando a casa mi è
stata recapitata una lettera della Pallavolo Montichiari che visionava ragazzi
dell’anno ‘82 per disputare il campionato under 14, premetto che giocavo a
calcio e che la pallavolo la consideravo uno sport da ragazzine…. invece ho
dovuto ben presto ricredermi, questo sport mi è piaciuto subito moltissimo. Un
po’ l’altezza e un po’ la fortuna mi hanno permesso di essere scelto tra
tanti coetanei e di entrare a far parte del settore giovanile di Montichiari.
Hai capito da solo che la pallavolo era più di un semplice
gioco, era il “tuo” sport? Oppure qualcuno - vedendo in te quelle potenzialità che oggi ti rendono la rivelazione e la promessa della pallavolo
italiana - ti ha incoraggiato su questa strada?
Ho
capito che sarebbe diventato il mio sport strada facendo, man mano che vedevo i
miei progressi e i miei obiettivi raggiunti. Sicuramente devo molto ad Emanuele
Zanini che mi ha fatto migliorare molto tecnicamente e che mi ha fatto esordire
in serie A a soli 19 anni. Per quanto riguarda l’incoraggiamento devo dire che
i miei genitori sono stati fantastici, penso che se ora milito nella massima
serie è anche grazie a loro che mi sono sempre stati vicini.
Quale consideri - fino ad ora - la tua più grande soddisfazione
sportiva?
La
vittoria nel 2003 dei Campionati Europei a Berlino, un momento indimenticabile.
C'è una squadra di pallavolo - o un pallavolista - che ammiri o
che per te è stato, per qualche verso, un esempio o un mito?
Giani
è l’esempio vivente della pallavolo ed è anche il mio mito, per me è stato
un sogno potergli stare accanto nei ritiri della nazionale.
Oggi che il mondo dello sport è spesso confuso con quello dello
spettacolo, secondo te c’è
qualcosa che rende differente il volley?
Penso
che una partita di volley sia un grande spettacolo.
Cosa diresti ad un ragazzo che ama la pallavolo e desidera
diventare davvero bravo, come te? Cosa serve maggiormente: preparazione,
coordinazione, grinta, capacità di mantenere i nervi saldi, intelligenza,
volontà, spirito di sacrificio…? Credo che lo spirito di sacrificio e
l’umiltà siano le basi fondamentali per crescere come atleta. Serve poi tanta
passione, indispensabile in quanto aiuta a superare le tantissime difficoltà
che si devono affrontare per raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge.
Tu non solo giochi “bene” a pallavolo: sei un fuoriclasse.
Cosa ti dà la carica, in occasione delle partite più difficili: la
sicurezza che ti viene dalla preparazione, il tuo carattere, la tua famiglia, la
squadra e la tua Società, il sostegno del pubblico e degli amici?
Tutti dicono che quando entro in campo cambio personalità e
da timido e tranquillo, divento grintoso e sanguigno. Penso che l’adrenalina
della partita mi trasformi e mi faccia passare tutte le insicurezze e mi carichi
di energia.
Serafino e Claudia, i webmaster, ringraziano Cristian Savani per l’intervista, concessa in occasione dell’apertura del sito a lui dedicato.
Un particolare ringraziamento anche al Dott. Lanfranco Dallari, della Soc. Trentino Volley, per la preziosa collaborazione concessa.