Intervista a Cristian Savani

Scritto da Antonietta Paradiso e Arianna D'Ercole  

Dal sito http://www.volleyamo.net

Il ragazzo prodigio di Castiglione delle Stiviere, il bello ma anche il nuovo che avanza della pallavolo nostrana. Si è raccontato aspettando la cena, ai nostri microfoni, anche se questa volta più che microfoni erano auricolari. Allora Cristian, tutto iniziò con una cartolina…

S: “Giusto, avevo 14 anni quando è arrivata la cartolina che la società del Montichiari mandava a tutti i ragazzi del bresciano. Io premetto giocavo a calcio, gli amici mi hanno chiesto di provare insieme a loro, siccome ero già abbastanza alto ho tentato. C'è da dire che non sapevo proprio nulla di pallavolo. Diciamo che tutto iniziò per scherzo, anche se di sport in famiglia lo si ha sempre assaporato”.

Già, il papà di Cristian è un podista che ha anche partecipato alla maratona di New York, ma il destino di Savani junior è in qualche modo legato alla posta. E' si Cristian è stato tenuto sul filo del rasoio per via del servizio militare, perché pochi mesi fa, di cartolina n'è arrivata un'altra, ma lui tutto contento risponde:

S: “Adesso vi do uno scoop. Da parte del mio comune di residenza sono riuscito a sapere che è stata varata una normativa, la quale dichiara che se entro il 31 settembre non si è stati chiamati per la visita medica… si è salvi… Io dovevo farla dopo il 10 ottobre e come dire per 10 giorni sono salvo per un pelo!”

Se la ride, forse consapevole del fatto di essere scampato da un grosso e faticoso dovere… e lui di doveri per ora vuole avere solo quelli che sono legati alla pallavolo. Lui che ha sempre sperato di farcela, di emergere dal gruppo dei suoi coetanei, perché come afferma:

S: “Il sogno più grande di un ragazzino è quello di giocare in prima squadra del settore giovanile in cui giochi”.

Speranze, perché è quello di cui si vive da piccoli, ma poi c'è la determinazione e l'aver trovato delle persone che credono in te. Come il suo ex allenatore Emanuele Zanini.

S: “Zanini è stato molto importante è stato lui che mi ha lanciato in serie A quando avevo 19 anni e stato il primo a credere veramente in me, anche se poi c'è la famiglia e gli amici”.

Amici che non si stanca mai di nominare e che anche in questo periodo gli stanno dando la fiducia e la carica giusta per affrontare questa nuova avventura nell'Itas Trento. Fiducia gli è stata anche data da Montali che nel 2003 lo fece esordire con la maglia della nazionale, ma che finora come lui stesso sottolinea:

S: “Non mi ha dato tanto ma pochino, insomma poi alla fine ha portato Ciso all'Olimpiade”.

Atene è ancora nei suoi pensieri, ma Montali sa benissimo che non può fare a meno di questo ragazzo, tanto timido quanto simpatico. Sava (come lo chiamano gli amici) avrà altre chances, gliel'ha detto anche Montali, ma questo non vuol dire che gli è stato promesso un posto da titolare perché come afferma anche Cristian: “Giampaolo non promette nulla!”

Cristian un dei pochi giovani ad avere spazio, perché è difficile trovare in poco tempo delle persone che puntano su di te, con un po' di imbarazzo cerca di spiegare che spesso dipende dall'allenatore, da casi fortuiti. E' consapevole che della sua annata (classe 1982 ndr) pochi sono riusciti ad emergere:

S: “Lasko c'è riuscito, ma cambiato squadra ed ha avuto ragione, ma eccetto qualche caso sporadico, i giovani fanno fatica”.

Probabilmente “il Sava” si troverà nuovamente faccia a faccia col suo “collega” e amico Lasko (i due fecero insieme tutte le trafile delle giovanili della Nazionale), perché Montali ha deciso di voler puntare sulla “linea verde”. La futura nazionale avrà un'eredità importante che non si basa solamente sulle vittorie, ma sull'immagine. Savani è consapevole di tutto ciò:

S: “E' vero l'eredità dell'immagine è difficile da gestire, anche io se penso alla nazionale mi viene in mente quella di Lucchetta, Zorzi, Giani… ma non credo sia tutta colpa nostra. La Federazione dovrebbe promuovere delle iniziative, noi oltre a raggiungere degli obiettivi e “scimmiottare” un po' in campo, non credo che possiamo fare molto”.

Facendo un salto nel recente passato, chiediamo a Cristian di raccontarci l'effetto che gli ha fatto entrare la prima volta nello spogliatoio azzurro e di raccontarci il suo rapporto con il l' Idolo Andrea Giani.

S: “E' stato Figo!!! Insomma troppo bello, all'inizio pensavo che fosse tutta gente che se la tirava, io il novellino insieme ai grandi campioni, invece, nulla di tutto ciò. Il Giangio è un grande esempio, io ho avuto la fortuna di stare in camera con lui per un po' di giorni in ritiro, aspettando che Samuele terminasse di disputare le finali dei play – off. Beh, è stato uno spasso, mi sono ammazzato dalle risate, pensate, ha anche conosciuto i miei amici, per telefono!”

AA: "Ma c'è stato quale rito di “iniziazione”?

S: “Rito?!?”

AA: ”Si, atti di nonnismo, tipo depilazioni o robe del genere…”

S: “Nessun rito e non glielo dite, che quelli poi ci pensano e me lo fanno davvero!”

Sava ora passiamo al frivolo.

S: “Ok, mi rilasso allora!”

AA: “E' dura vivere da soli e soprattutto lontano dai pranzetti della mamma?”

S: “Nooooo, quello no. Era giusto staccare il cordone ombelicale, c'è gente che andata via a 16 anni. Vivere da soli ha i suoi lati positivi, era ora di iniziare a camminare con le proprie gambe”.

AA:“Già, ma come passi le tue giornate libere?”

S: “Le mie giornate libere le passo facendo il bucato! E poi ad arredare la mia nuova casa, mi piace l'etnico ed il vecchio”.

La cena sta arrivando e noi dobbiamo chiudere, non prima di avergli chiesto se il suo cuore è impegnato o meno.  

S: “Sono single, e non faccio nessun annuncio, per ora sto bene così, anche stare soli ha i suoi vantaggi”.

L'insalatina (triste, come lui stesso la definisce) e la grigliata mista carne è arrivata (si tiene a stecchetto il pupo :) …) e noi lo lasciamo mangiare in santa pace, si deve rimettere in forze il ragazzo, domenica ha una partita importante e la caviglia è ancora dolorante.