Cuori nella pallavolo
Articolo
di Laura Fiengo tratto da
Vanity
Fair
Come Mila
e Shiro, i protagonisti del cartone culto degli anni Ottanta,
Cristian Savani e compagni giocano per passione.
E c'è chi, sul campo, ha trovato anche l'amore.
Gentili, alla mano, e soprattutto altissimi. I giocatori della Nazionale maschile di pallavolo fotografati in queste pagine, Cristian Savani, Dragan Travica e Matteo Martino, insieme totalizzano quasi sei metri di statura: 593 centimetri. Visti da vicino sembrano dei grattacieli. A mettersi in posa per un servizio di moda non erano così abituati. "Ma ci siamo divertiti. Io, poi, comincio a sentirmi a mio agio perfino con lo smoking: mi sono appena sposato". A Cristian Savani, 28 anni, giocatore della Lube Banca Marche Macerata con il soprannome di "Diabolik", piace parlare del suo recente matrimonio almeno quanto dei prossimi Mondiali in Italia (24 settembre - 10 ottobre). Anche perchè la sua è una storia d'amore che ricorda molto Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo, cartone animato giapponese di culto negli anni Ottanta.
Vi siete conosciuti giocando?
"La vicenda è carina. Diciamo che Mihaela l'ho incontrata
in campo. Suo padre, Ljubo Travica, allenava gli avversari, io
avevo 18 anni, al primo anno in Serie A, ovviamente in panchina.
Lei, che giocava in una squadra di B1, quel giorno aveva
litigato con l'allenatore. Ha un bel caratterino "croato",
di quelli tosti, ed è venuta a vedere il padre. Noi perdevamo 2
a 0, poi mi hanno messo dentro e alla fine abbiamo vinto. Ma la
cosa importante è che lei mi abbia visto! Una serie di fortunate
coincidenze.."
E il papà di Mihaela era d'accordo?
"Quello è stato un problema, nessun padre allenatore sogna un giocatore per sua figlia".
Perchè?
"Beh, noi in effetti siamo un po' in vista, uno pensa subito all'avventura con la fan, una cosa passeggera. Io però non mollavo, mi presentavo a cena, cose così, vecchio stile. Alla fine ha capito che facevo sul serio".
La pallavolo per lei sembra davvero un affare di famiglia. Dragan, il fratello di Mihaela, è suo compagno in Nazionale. Lui ha detto che sua sorella è fortunata perchè lei è "bello, bravo, e guadagna bene". La pallavolo fa diventare ricchi?
"Ricco no, non è mica il calcio, eh? Ma non c'è da lamentarsi. Io ho potuto comprare una casa mia, quando alcuni miei coetanei fanno fatica a cambiare l'auto".
Il suo futuro dove lo immagina, sempre nella pallavolo?
"Per ora questo è il mio mondo, ma quando smetterò, vorrei cambiare totalmente ambiente. Ho molte idee, per esempio mi piace l'antiquariato, giro i mercatini e colleziono bauli antichi. Un hobby, anche se un po' ingombrante, ma non è detto che in futuro..."
Oggi c'è qualcosa che le piacerebbe fare?
"Andare a un concerto di Ligabue. Sentirlo suonare dal vivo è il mio sogno. A pensarci meglio, non ho mai visto un concerto in generale, dovrò rimediare".
E nella pallavolo?
"L'Olimpiade di Londra 2012. Ad Atene ero troppo giovane, a Pechino era un periodaccio e non mi hanno chiamato... In pratica ho un conto in sospeso con l'Olimpiade".
Arriva anche Dragan Travica, 24 anni, palleggiatore, gioca per l'Acqua Paradiso Gabeca Monza. Si alzano per salutare e ritornano entrambi giganteschi. E' il momento per una domanda che richiede coraggio.
Scusate, ma voi lo conoscete "Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo"?
In coro: "Eh, certo, l'abbiamo visto alla grande! Le partite che duravano un secolo, le palle deformate, quelle schiacciate impossibili... Ogni giocatore lo conosce, chi non ha sognato almeno una volta di essere Shiro?"





