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Maggio 2009
pallavolo.org
Dammi tre parole
Sono
Anastasi, Di Pinto e la fidanzata Mihaela i destinatari dei messaggi di fine
stagione di Cristian Savani.
Che ritrova l'azzurro e annuncia il matrimonio.
Articolo tratto da pallavolo.org
Estratto dell'intervista a Cristian Savani realizzata da Mariella Caruso
Il testo integrale su Pallavolo Supervolley di Maggio 2009
Sono tre i messaggi che Cristian Savani desidera mandare al
termine di una stagione straordinaria, la prima dello
schiacciatore di Castiglione delle Stiviere con la maglia della
Rpa-Luigibacchi.it Perugia della quale, si vocifera, diventerà
capitano il prossimo campionato. I destinatari sono Vincenzo Di
Pinto, il suo tecnico "logorroico fino allo sfinimento ma
che, alla fine, ha dimostrato come la ragione stesse dalla sua
parte".
Andrea Anastasi, il Ct azzurro che lo ha richiamato in
Nazionale e la sua fidanzata Mihaela... che di cognome fa
Travica e quindi di pallavolo e di pallavolisti se ne intende a
tal punto da avergli confessato che mai, mai e poi mai, avrebbe
pensato di sceglierne uno come compagno di vita. "Invece ci
sposeremo il prossimo anno a maggio, come tutti i pallavolisti"
confessa Cristian. Il messaggio per lei, in stile sms, è: "Grazie
di sopportare la mia vita da pallavolista. Aspettami che tornerò
presto".
Da
dove, lo si capisce nel messaggio per il "Nano", che recita: "Tranquillo
che quest'anno ce la faremo". A far cosa? "Innanzitutto
ad arrivare in finale di World League - spiega lo
schiacciatore richiamato in nazionale dal Ct mantovano -. La
prima cosa che mi ha detto Andrea quando mi ha parlato di
obiettivi azzurri è che si è rotto le scatole di non poter
lottare per la vittoria. Penso che il gruppo di quest'anno avrà
molto da dimostrare rispetto ai vari Cisolla, Fei, Mastrangelo
che avevano vinto talmente tanto da essere delle icone. Io ho
promesso di impegnarmi a dare una mano: ho 27 anni, non sono più
un giovincello, posso metterci quella grinta che non mi è mai
mancata e che Andrea conosce bene avendomi visto crescere da
quando avevo 17 anni. Lui è stato il mio primo allenatore in
Serie A".
Quello di Savani è un ritorno in nazionale conquistato sul
campo, il coronamento di un campionato "perfetto", archiviato
con i quarti di finale dei play off e concluso con un bilancio
personale di 408 punti, di cui 48 ace. "E' vero -
confessa Savani - a Perugia ho ritrovato quella continuità di
gioco che dà sicurezza per giocare al meglio le partite di alto
livello. E' stato un campionato in crescendo, senza infortuni,
in cui mi sono sentito fondamentale per la squadra".
Per questo il terzo messaggio è per Di Pinto: "Grazie per
essermi stato vicino e avermi fatto crescere come giocatore".
La scelta giusta, arrivata dopo lo shock della chiusura
dell'avventura in A1 della M.Roma, però, è stata tutta farina
del sacco di Savani. "C'erano altre squadre che si erano
proposte - racconta -. Ho scelto Perugia perchè è stata
l'unica società a chiamarmi dicendo "Vogliamo te", non
genericamente "cerchiamo uno schiacciatore di posto quattro".
Di aver imboccato la strada giusta, Cristian l'ha capito subito.
"Già dopo il primo giorno sono stato consapevole di avere
fatto la scelta migliore. Considerando le caratteristiche dei
miei compagni, mi sono reso conto che ero io l'elemento che
mancava. La squadra era molto equilibrata in tutti i
fondamentali. Giocatori come Goran (Vujevic, ndr) e
Damiano (Pippi, ndr), con i quali avevo giocato insieme
rispettivamente a Trento e in Nazionale, potevano darmi una mano
in ricezione, io ho imparato molto da loro".
Eppure una delusione c'è stata, le semifinali mancate. "Ci
aspettavamo di più. Ma non è che fossimo appagati. Però, forse,
dopo tutte quelle vittorie non riuscivamo più a soffrire come
prima, a metterci tutta quella grinta che ci mettevamo quando
eravamo in difficoltà".