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Febbraio 2010
pallavolo.org

   Personaggio: Cristian Savani

    
 Articolo tratto da
pallavolo.org

     Estratto dell'intervista a Cristian Savani realizzata da Eleonora Cozzari
     Il testo integrale con gli scatti di Fiorenzo Galbiati su Pallavolo Supervolley di febbraio 2010

 

Non è più il ragazzino promettente della pallavolo italiana.
  Oggi Cristian Savani è una realtà, di Perugia e di quella nazionale che fra pochi mesi si giocherà il Mondiale nei palazzetti di casa.
  Ma prima porterà Mihaela all’altare.

 

Pallavolo Supervolley - Febbraio 2010 - Copertina dedicata a Cristian Savani

Il volto copertina, il salvatore della patria, il bello del volley, il Bernardi degli anni 2000 è un uomo d’altri tempi ed è pronto a riportare la pallavolo italiana dove merita. Pallavolo Supervolley - Febbraio 2010 - Savani e MihaelaSolo dopo, però, aver condotto all’altare la sua bellissima Mihaela, che a giugno diventerà la signora Savani. Non vi strappate i capelli. Le favole hanno sempre una sola principessa. E lei si è assicurata il ruolo della protagonista già da tempo. Ma prima di andare a cercare la vostra, di favola, leggete questo articolo. Magari avrete le idee più chiare anche sul principe… particolare non di poco conto. Siamo a Perugia, la città dei famosissimi Baci, in una stagione che non definiremmo serena. Il campionato di vertice che tutti si aspettavano non è arrivato e nonostante la Challenge Cup sia uno degli obiettivi realizzabili, come del resto i play off, tutta sta faticaccia non era in preventivo. E non è perché ti chiami Cristian Savani e forse le colpe non sono propriamente le tue, allora vivi tranquillo. «Io non lo so cos’è successo, volevamo fare il salto di qualità e invece stiamo andando peggio dell’anno scorso. Ma i conti si fanno alla fine. Di sicuro siamo convinti di poter vincere la Challenge Cup. Sì, pensiamo di potercela fare». Cristian SavaniUn campionato difficile anche per il cambio di allenatore. Aver puntato su Andrea Sartoretti, al primo anno in panchina, si è rivelata più un’operazione di marketing. E quando le sconfitte aumentavano, la convinzione di aver fatto una scelta ponderata è svanita. Così la società biancorossa ha fatto marcia indietro e ha richiamato Vincenzo Di Pinto. Cosa pensa un giocatore in queste situazioni? «Andrea è per forza di cose un allenatore inesperto, mentre Vincenzo ci conosce già dall’anno scorso. Ma non voglio per questo creare alibi: con l’organico che abbiamo dovevamo fare di più. Comunque non è stata una decisione nostra e nessuno ci ha chiesto un’opinione. Parte della responsabilità ce la prendiamo, ma credo che se anche si è stati grandi giocatori… allenare è un’altra cosa. E serve la gavetta per imparare a gestire una squadra. De Giorgi è uno dei pochi ad aver fatto bene quel salto».

 
 

 

 

 

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