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06.10.2010
gazzetta.it

   Che carattere! L' Italia che risorge stende gli Stati Uniti

      Articolo di Gian Luca Pasini tratto da gazzetta.it

    Azzurri affossati nel primo set dai campioni olimpici. Poi Sala mura, Vermiglio ispira. Ora la Francia per la semifinale

ROMA. Più cuore che formula, più testa che raccomandazioni, più voglia di esserci che favori organizzativi. L' Italia è ancora viva, anzi è più viva che mai, nonostante sulla sua strada abbia trovato una squadra, quella degli Stati Uniti, degna dell' oro olimpico conquistato a Pechino non più tardi di due stagioni fa. E se è vero che la sofferenza ti fa gustare di più la vittoria finale, allora il popolo del volley tricolore in queste ore sta godendo come un matto. Uomini Vincere o morire. Semplice e spietato: ieri sera l' Italia ha mostrato di essere fatta di uomini veri. Gente che vuole arrivare fino in fondo, che vuole dimostrare che è degna erede di quella che ha fatto scoprire la pallavolo a questo Paese, ai tempi del Gabbiano d' argento e poi con la Generazione dei Fenomeni, ai tempi di Velasco. In tribuna rideva Carmelo Pittera, che 32 anni fa, con le sue scaramanzie e le sue alchimie portò li azzurri alla medaglia d' argento iridata, in un PalaEur (allora non c' erano tanti sponsor...) in bianco e nero. Rideva guardando questo volley che brucia emozioni e regala angosce, perché una partita non è finita mai. Neppure quando vai sopra di 4-5 punti e penso di avere ucciso l' avversario. Francia stasera Soffrire e rischiare. I primi due set sono da incubo, perché quando sei sotto 1 set a 0 e perdi il secondo 21-20 vuole dire che hai lo strapiombo a un metro e non c' è paracadute che tenga. Se cadi sei finito, il sogno svanisce. Non sei un eroe ma un «cretino», la differenza sta in due palloni. In quel momento è scattato qualcosa che questi giocatori aspettavano da anni, forse da tutta la vita. Non essere i migliori, non essere perfetti, non essere imbattibili, ma essere tosti, saper soffrire e restare attaccati a un sogno. Senza calcoli Arrivare alla finale Mondiale, come 32 anni fa, come non accade dal 1998, quando un' Italia diversa ha vinto il terzo titolo consecutivo. Non è ancora aritmetico, ma Vermiglio e compagni se riescono a battere la Francia - stasera si avrà la certezza definitiva - saranno in semifinale. (con la vittoria sarà successo aritmetico, ma anche la sconfitta potrebbe promuovere gli azzurri, perché a parità di vittorie il quoziente punti diventa discriminante) Piccoli uomini E' l' Italia dei piccoli grandi uomini: i Matej Cernic, quelli che nella pallavolo di oggi si dice abbiano troppi pochi centimetri per poter competere coi giganti che popolano i palasport. Invece la sua tecnica ha dato l' equilibrio che mancava all' Italia. E dietro i riccioli biondi che hanno fatto innamorare tante ragazzine, ci sono le invenzioni di Andrea Anastasi, le mani e il cervello di Valerio Vermiglio, il volto finalmente sorridente di Alessandro Fei (a lui si deve il filotto decisivo di battute nel quarto set) e i muri di Gigi Mastrangelo (ultimo punto) e Andrea Sala, le difese di Davide Marra, la grinta e il coraggio di Cristian Savani. Non sono ancora eroi, ma stanno studiando per diventarlo. E il piccolo grande popolo della pallavolo può sperarci.

**** ITALIA null USA (14-25, 25-23, 28-26, 25-22) ITALIA: Savani 16, Sala 9, Fei 17, Parodi 2, Mastrangelo 8, Vermiglio 2; Marra (L), Cernic 12, Lasko, Zaytsev 1, Birarelli, Travica. All. Anastasi. STATI UNITI: Priddy 19, Lee 8, Stanley 20, Rooney 14, Holt 4, Hansen 2; Lambourne (L), Lotman, Winder 1, Holmes 3. N.e. Clark, Salmon. All. Knipe. ARBITRI: Sokullu (Tur) e Cholakian (Arg). NOTE Spettatori 8250 (paganti). Durata set: 23' , 30' , 33' , 31' ; tot. 117' . Italia: b.s. 12, v. 2, muri 12, 2ª l. 19, e. 25. Usa: b.s. 11, v. 5, m. 15, s.l. 14, e. 25.

**** HANNO DETTO Valerio Vermiglio E' stata dura all' inizio: la tensione era tanta. Ma siamo un gruppo tosto. Cristian Savani Dopo il primo set ci siamo detti di stare tranquilli e aspettarli. E loro hanno iniziato a sbagliare

 
 


 

 

 

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