Da Carpenedolo e Montichiari ad un posto da titolare nell'Italia: «Giocare davanti ai nostri tifosi è un'opportunità da far fruttare»
![]() |
25 Settembre 2010
Bresciaoggi.it
Savani al decollo «È un'occasione più che
mondiale»
Articolo di
Salvatore Messineo
tratto da
Bresciaoggi.it
C'è un piccolo-grande pezzo di Brescia nell'Italia di pallavolo
che debutta questa sera a Milano (ore 21) nel Mondiale contro il
Giappone. Un piccolo- grande pezzo di nome Cristian Savani, uno
dei talenti della pallavolo italiana. «Diciamo che sono mezzo
mantovano e mezzo bresciano - precisa il 28enne
schiacciatore-ricevitore azzurro -. Sono mantovano di nascita
(di Castiglione delle Stiviere) e bresciano pallavolisticamente».
SAVANI è cresciuto a pane e pallavolo a Montichiari sotto le
cure di un allenatore di valore come Enzo Valdo che un giorno
tra i tanti ragazzini che affollavano la palestra delle scuole
di Montichiare ci disse: «Vedete quel ragazzino? Sì, proprio
quello che in questo momento sta schiacciando e non gli dareste
un lira. Sì, quello ha le qualità per arrivare in alto, molto in
alto». L'occhio acuto del tecnico ci aveva visto giusto e ora
Savani, dopo aver giocato in B2 a Carpenedolo e tre stagioni da
grande protagonista (871 punti) in A1 nella Bossini (2001/2004),
prima di passare a Trento, Roma, Perugia e ora a Macerata, e
aver conquistato due ori agli Europei anche se vissuti da
riserva, si accinge a disputare la sua più grande avventura
Mondiale, per giunta in Italia. «È una grande occasione per
tutti noi - ammette Savani -. Sappiamo che sarà un cammino
lungo, difficile, ma siamo pronti ad affrontare tutte le sfide
con il massimo impegno, con la massima attenzione. Sappiamo che
ci sono molte aspettative sul nostro conto e faremo di tutto per
non deludere i tantissimi tifosi che sicuramente ci seguiranno
con il solito affetto».
LA PARTENZA dell'Italia sarà «morbida» visto che nella prima
fase a Milano la squadra azzurra guidata da Andrea Anastasi, ex
tecnico del Brescia prima (1994/95) e del Montichiari poi (dal
1995 al 1999), avrà di fronte Giappone (oggi), Egitto (domani) e
Iran (lunedì). «Sulla carta il girone sembrerebbe facile, ma è
meglio non sottovalutare alcun avversario - sottolinea Savani,
che avrà come compagni di squadra gli ex monteclarensi Andrea
Sala e Simone Buti -. Noi siamo consapevoli della nostra forza,
di poter contare su un gruppo forte fisicamente e mentalmente e
con giocatori intercambiabili, ma non siamo i favoriti di questa
rassegna iridata. So che tutti si aspettano una nostra vittoria,
ma dobbiamo restare umili, con i piedi per terra, pensando ad
una partita alla volta».
Savani è soddisfatto di quello che ha fatto per arrivare ad
essere titolare nella squadra azzurra. «E' stato un cammino
lungo, difficile, per me e per la mia famiglia, che non
dimentico - ricorda Savani -. Non dimentico le palestre di
Montichiari e quelle di Carpenedolo. Oggi sono qui a giocarmi
qualcosa di importante con la maglia della mia nazione e se
dovessimo riuscire a fare questa magia sarebbe davvero
meraviglioso».
LA SCALATA di Savani è inversamente proporzionale alla pallavolo
Montichiari che è sparita dal Palageorge. «Ogni volta che ci
penso mi fa brutto - ammette l'azzurro che a maggio ha sposato
Mihaela Travica, figlia di Ljubo, ex tecnico del Montichiari, e
sorella di Dragan, secondo palleggiatore azzurro -. E pensare
che volevo chiudere la carriera al Palageorge. Ora mi sembra
impossibile pensare di non potervi più giocare, rivedere la
gente che mi ha visto crescere, esordire in prima squadra,
diventare titolare e vestire la maglia azzurra. Ogni volta che
venivo al Palageorge mi sembrava di tornare a casa. Ora tutto
questo è svanito, ma spero che non sia per sempre».