15 Gennaio 2005
La Gazzetta
dello Sport
 
 

   Savani, l' ora della promessa

 Articolo di Mario Salvini


L' Italia punta su di lui: «Aver paura fa bene, con Trento stupiremo a primavera» Non mi piace la gente troppo sicura. E' necessaria anche un po' di apprensione Abbiamo deluso finora? Possibile, ma i conti si fanno nei playoff non prima
Cristian Savani in una sola frase: «Non mi piacciono le persone che ostentano troppa sicurezza. Secondo me tutte le cose della vita vanno affrontate anche con un po' di apprensione, o quanto meno di cautela. Solo così si evita quella sufficienza che ti porta a sottovalutare gli ostacoli». Per un giovanotto di 22 anni un bel distillato di modestia e saggezza. Considerazioni perfette per rispondere alla curiosità che il mondo delle schiacciate d' Italia nutre attorno a lui. Savani è il nostro talento migliore, il martello di Trento per la nazionale di un futuro prossimo. Inevitabile che tanti si chiedano se la cosa gli pesi. Lui, con il suo elogio della cautela, ha già replicato. Ma attenzione a non scambiare la prudenza per insicurezza. «No, se devo dire la verità la cosa non mi preoccupa, anzi, la vivo bene. Molto è merito degli altri, del mio allenatore Prandi e dei compagni che mi danno consigli e non mi mettono fretta. E di solito quando sbaglio non me lo fanno pesare. Sono cose che non si vedono, ma che si sentono e hanno un grande valore». - Giovedì nell' All Star di Verona è partito titolare in nazionale, chiudendo come miglior realizzatore (17 punti). Un bel messaggio per i suoi compagni-rivali di reparto da Cisolla a Cernic... «È stata una bella serata. Innanzi tutto per lo scopo benefico: siamo riusciti a raccogliere quasi 100 mila euro per le popolazioni del Sud Est Asiatico, e lo abbiamo fatto giocando a pallavolo, la cosa che ci riesce meglio. In più sono entrato subito in sestetto, cosa che non mi aspettavo. Montali non mi aveva detto niente, come al solito. Lui fa sempre così per cercare di tirare fuori il 100% da ognuno. Però aspetterei a dire che ci sono messaggi per gli altri. Matej ora è infortunato, quindi se fosse stato disponibile magari avrebbe giocato». - Gara servita anche a dimostrare che i problemi fisici sono superati... «Beh, dopo i primi due set ero "cotto". Però è normale, quest' anno ne ho avute di tutti i colori: in precampionato una distorsione a una caviglia, poi un problema a un polpaccio, quindi ha cominciato a farmi male la schiena. Forse (ride) sono un po' pappamolle. Ma adesso mi sento bene, devo solo recuperare la condizione». - A giudicare da quel che si è visto a Verona, oltre che per un posto in nazionale, Cernic e Papi devono preoccuparsi di Savani come rivale nei cuori delle ragazzine? «Ma no, dai». - Perché, è così seccante fare l' idolo delle fan? «Tutt' altro: nella maggior parte dei casi è divertente. Dopo ogni partita a Trento, per esempio, sulla mia auto trovo un fiore. Non so chi lo metta. È solo uno dei tanti episodi che fanno sorridere, innocenti, anche perché le ammiratrici sono quasi sempre ragazzine giovanissime. E comunque non c' è fastidio, casomai sarà fastidioso per la mia fidanzata, quando l' avrò». - Oltre che dal punto di vista sportivo Trento è una svolta anche sotto il profilo umano, è la prima volta fuori di casa... «E' vero. Fin tanto che ho giocato a Montichiari vivevo coi miei, a Castiglion delle Stiviere (provincia di Mantova, ndr). Arrivare a Trento è stato come tagliare il cordone ombelicale, ci voleva. Sono molto attaccato alla famiglia, ma era ora di crescere. E sono convinto che non avrei potuto fare una scelta migliore. Trento è una città bellissima, tranquilla». - Fin troppo per un single 22enne abituato a stare a pochi chilometri dal lago di Garda... «In effetti sì. Ormai ho visto tutti i film della videoteca sotto casa. Ma va bene così. È la pallavolo che conta e l' Itas è il club che fa per me. L' ho capito da quando ho firmato. Il presidente Mosna, come tutti i dirigenti delle altre società mi ha detto: "vogliamo vincere". Ma ha anche aggiunto: "vogliamo crescere gradualmente, diventare vincenti e restare tali"». - E per attuarlo Mosna non ha esitato a pagare a Montichiari una cifra d' altri tempi per avere Savani. Si dice mezzo milione di euro... «Non la so. Ma so che hanno pagato tanto. La cosa mi lusinga e mi responsabilizza». - Responsabilità, ma il tempo stringe... «È vero, ma non è un problema: nessuno si ricorda quel che succede nelle prime 10 gare di campionato. Quel che conta sono i playoff». - Meno male, perché il pubblico di Trento quest' anno vi ha visto quasi sempre perdere... «Abbiamo visto quel che succede a Treviso - dice buttandola sul ridere -: vincono sempre e il pubblico cala. Noi abbiamo pensato di fare il contrario: per ora abbiamo costruito la suspense, a primavera stupiremo i nostri tifosi...». Mario Salvini I NUMERI HA VINTO L' ORO EUROPEO NEL 2003 Ecco i numeri di Cristian Savani, 22 anni 4 Le medaglie vinte con la maglia azzurra. L' oro all' Europeo jr 2000, un bronzo e un argento nelle World League del 2003 e 2004 e oro all' Europeo 2003 a Berlino. 19 Gli anni del suo esordio in A-1: il 6 ottobre 2001 in Milano-Montichiari terminata 3-2 20 Gli anni al suo esordio nella nazionale maggiore dopo aver vinto un europeo juniores. Il 22 maggio 2002 a Bergamo nella amichevole Italia-Germania terminata 3-0 34 Le presenze in maglia azzurra. È stato convocato da Andrea Anastasi e da Gian Paolo Montali 89 Le gare giocate in A-1 con 290 set disputati. Ha militato tre stagioni a Montichiari prima di passare quest' anno a Trento 116 I punti messi a segno da Cristian con la maglia azzurra. Il suo massimo score è 17 punti (come nell' All Star) in 3 set, nella gara di World League del 19 giugno ' 04 a Shanghai contro la Cina 986 I punti messi a segno in A-1. Grazie a 56 ace, 93 muri e un attacco del 49,6% di palle positive. Il suo massimo score è stato di 24 punti. Due volte nel 2002-03: Montichiari-Ferrara 1-3 e Montichiari-Piacenza 3-1 500.000 La cifra (ufficiosa) che si dice sia stato pagato, con un anno di anticipo, per farlo arrivare alla corte di Prandi a.a.

 

 

 

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